Tutte le arti di Giordana

Tutte le arti di Giordana

9. Dezember 2018 0 Von FrancoforteNews

 

Il nostro incontro con il maestro Marco Tullio Giordana, era si programmato  ma è stato spontaneo e piacevole, durante l’inaugurazione del Festival Verso Sud a Francoforte,sono due interviste la prima oggi la seconda dopo la fine del Festival.

Buona lettura.

A cura di Daniele Messina

 

 

Un lutto che ci ha colpito tutti è stata la morte di Bernardo Bertolucci. Lei lo conosceva bene?
Molto bene. Per questa ragione: che Bernardo Bertolucci non solo è stato uno dei miei idoli, uno dei miei registi prediletti, e questo è facile perché è stato un regista prediletto da tutti, tutti siamo stati innamorati di lui; ma in particolare per me è importante perché quando ero giovane io volevo fare il pittore, andai a Parigi a vedere una mostra di Francis Bacon, e uscii dal quella mostra disperato, perché non avrei potuto mai essere così bravo, a quel punto volevo buttare via i pennelli, andare alla Senna e buttarmi nel fiume. E camminando per cercare il punto giusto del fiume da cui buttarmi, sono arrivato al ponte di Passy dove vedo una troupe italiana con i riflettori, Marlon Brando con un cappotto e questo ragazzo bellissimo col cappellaccio che dava ordini, e sono rimasto così incantato tutto il giorno a guardare, e lì mi son detto: „Be’ però forse il cinema potrebbe essere…“ E quel giorno stesso ho perso la pittura ma ho guadagnato il cinema, e questo grazie a Bernardo Bertolucci, che io ho conosciuto personalmente molti anni dopo. Ma il momento di svolta della mia vita è legato a quest’uomo; poi siamo diventati anche amici, e quindi ci siamo frequentati, ed è cosa rara perché spesso gli artisti che ammiri, quando li conosci personalmente poi ti deludono. Invece Bernardo Bertolucci non mi ha mai deluso. Era una grande persona, non solo un grandissimo
regista, un uomo molto affascinante, e la cosa direi che gli invidio è che lui è sempre stato innamorato del cinema, non lo ha mai sposato, si è fidanzato e lo corteggiava ogni volta, era come se ogni volta dovesse riconquistarlo, e questa cosa io l’ho sempre sentita anche quando parlava dei film degli altri, anche quando andavamo al cinema insieme, sempre con questo grande amore, ed io non ce l’avevo così forte come lui, e lo ammiravo per questo e lo trovavo bellissimo.

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Bernardo Bertolucci & Marlon Brando

-Quindi, praticamente, è da considerarsi il suo maestro…

Sono stati tanti i miei maestri, perché un altro grande maestro è stato Francesco Rosi, un altro grande maestro indiretto è stato Luchino Visconti, Ermanno Olmi, Pasolini… sono stati tanti i miei maestri. E sto parlando solo del cinema italiano, perché anche se non lo si pensa, i miei maestri sono pure stati Ingmar Bergman da una parte e John Ford dall’altra.
-Caspita, son proprio due poli lontani.
Ma sì, perché il cinema ha questo di bello: non è una religione. Quindi non è che tu abbracci quella religione e non avrai altro Dio al difuori di me: grazie a Dio il cinema è una civiltà politeista; a me può piacere Walt Disney e Jean-Marie Straub, ed io sono così: il film più bello della mia vita è stato „Fantasia“ di Walt Disney, che ho visto a 5 anni e mi son detto: „Ma davvero Topolino può stringere la mano a Leopold Stokowsky, ma che bello… E da allora la musica è entrata nella mia vita come una cosa importantissima, quindi pensi cosa devo io a Walt Disney per avermi regalato quel film. Il cinema è veramente l’arte più generosa, perché ti permette di vedere cose diversissime e di amarle
tutte, quindi ti insegna proprio il rispetto per la differenza, per la diversità. È proprio l’antidoto contro il pensiero unico.
-A proposito di musica, la storia che Lei racconta nel Suo ultimo film, „Nome di donna“ è una
storia antichissima, è stata raccontata innumerevoli volte -mi viene in mente il „Don Giovanni“ di
Mozart, la „Tosca“ di Puccini, il „Rigoletto“ di Verdi…
Bravo!
-…O film come „Sotto accusa“ con Jodie Foster, oppure „Thelma e Louise“. Veramente è stata
raccontata in tanti modi diversi. Lei ha il suo modo particolare di raccontarla?
Io ho voluto raccontare un episodio che fra l’altro è tratto da una storia vera, perché mi sembra che faccia capire una cosa: il problema non è il conflitto fra uomo o donna, ma il conflitto fra il potere che può schiacciare le persone, e l’altro che non può ribellarsi. Per me è un conflitto di potere, non di sesso, perché tante volte abbiamo visto delle donne che avevano il potere comportarsi esattamente nello stesso modo. Dunque è il potere il grande corruttore, il poter disporre della vita degli altri senza avere la responsabilità, perché il potere implica la responsabilità. Se tu non hai la responsabilità diventi un dittatore indegno e ti approfitti di tutti.

messina giorndana

Daniele Messina & Marco Tullio Giordana

-Le piacerebbe fare la regia operistica del „Don Giovanni“ di Mozart?
Tanto. Io ho fatto proprio quest’anno, al Maggio Musicale Fiorentino, „La battaglia di Legnano“ di Verdi e nel ’90 ho fatto un „L’elisir d’amore“ di Donizetti al Teatro Verdi a Trieste. A me piace molto l’opera e quest’anno dovrei fare, sempre al Maggio Musicale Fiorentino, „La straniera“ di Bellini, che è un’opera bellissima poco rappresentata, difficile per il regista perché c’è il lago, le barche, è molto complicata. Chissà cosa mi inventerò.