Positivo al Covid-19 a Francoforte un racconto che fa riflettere.

Di Jacopo Rossi

Questa intervista nasce non per fare polemica o per criticare un sistema sanitario quello tedesco che per ora si sta dimostrando pronto a questa situazione di emergenza Covid ,ma per raccontare l’esperienza di una persona che vive in Germania da tempo e che vuole comunicarci la  sua esperienza vissuta come paziente  Coronavirus.
Grazie Paolo (nome inventato), da quanto tempo sei in Germania, di cosa ti occupi o quando hai avuto i primi sintomi?
*Io sono in Germania da due anni e lavoro come personale di bordo per una compagnia di ferrovie interregionali.
Ho avvertito i primi sintomi il 26 Marzo, avevo dolori alla schiena e alla cervicale, un senso di nausea, vertigini e avvertivo un calore immenso al torace con brividi di freddo… Ma niente febbre o tosse. In più sentivo chela mia respirazione non era normale, ogni 200m dovevo fermarmi e riposare un po’ prima di proseguire.
Con chi hai parlato? Quale è stata la  prima reazione ?
*Io ero in ferie e quindi sono solo rimasto a casa fino alla domenica e, avendo preso degli antidolorifici, la situazione era migliorata e non mi sembravano sintomi da coronavirus. Il lunedì avrei dovuto riprendere a lavorare e quindi ho consultato il medico per sapere come agire, alla mia ragazza nel frattempo era venuta la febbre e quindi avevo iniziato a preoccuparmi.
Dopo aver chiamato l’apposito centralino per il coronavirus mi è stato risposto che potevo andare al lavoro perché non avevo avuto i tipici sintomi da coronavirus e che avrei dovuto mantenere le distanze dalla mia ragazza.
Dopo due giorni la mia ragazza continuava ad avere la febbre e io continuavo ad avere nausea, in più il mio olfatto era svanito nel nulla. Io ho dunque chiamato il mio datore di lavoro e gli ho comunicato che il giorno dopo sarei andato a fare il test. Dopo aver fatto entrambi il test ed essendo risultati positivi il Gesundheitsamt ha chiuso me e la mia ragazza a casa in quarantena.
Durante la tua quarantena come ti sentivi ? Sei stato molto male?
* In verità non sono stato malissimo, ma ho avuto sempre la paura che la situazione potesse peggiorare, visto che dopo una settimana non avevo ancora recuperato il fiato.
Hai sentito  insicurezza intorno a te?Te sei sentito tutelato?
*Ho sentito un’insicurezza assurda da parte delle autorità competenti, io una sera ero entrato in iperventilazione, forse per lo stress e il nervoso, ma non mi sentivo affatto bene. Ho chiamato l’ambulanza che mi ha portato in ospedale. Dopo le analisi, durate circa 3 ore, mi hanno rispedito col taxi a casa! Eppure quando sono entrato in reparto non mi volevano quasi guardare in faccia per la paura di essere infettati avendo io comunicato di essere positivo.
Comunque devo dire che gli infermieri e i dottori sono stati alquanto comprensivi e professionali.
Oltre a te chi altro è stato infettato?
*La mia ragazza che soggiornava a casa mia da una settimana e un’amica che vivendo all’estero è rimasta bloccata in Germania con la figlia ed era mia ospite.
Ritieni che in Germania sia normale quello che sta accadendo? Ovvero tu dopo 4 settimane sei stato mandato a lavorare senza avere neanche il tampone?
Non trovo la situazione affatto normale poiché loro hanno deciso il termine della mia quarantena solo con una telefonata.
Mi hanno chiesto da quanto non avessi i sintomi e mi hanno detto che sarei potuto uscire di nuovo perché secondo loro non ero più in grado di infettare gli altri. Per questo ho dovuto comunicare la situazione al mio datore di lavoro e sono tornato dopo altri tre giorni in servizio. Premetto che ero tornato a sentirmi bene.
Ultima domanda,il nostro sistema sanitario si è dimostrato coraggioso e praparato a questa emergenza, dopo questa terribile esperienza che idea ti sei fatto?
Ho sempre definito il nostro sistema sanitario buono visto che pur essendo accessibile a tutti mantiene un servizio standard a livello europeo. In più ho sempre ritenuto i nostri medici e infermieri ben formati data anche la nostra centenaria/millenaria tradizione nel campo della medicina. In più i nostri operatori sanitari hanno affrontato questa emergenza con vero impegno e ciò mi ha reso veramente orgoglioso di essere italiano.

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