Perché Il Negazionismo È Così Diffuso?

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Per definizione, il negazionismo è l’atteggiamento che consiste nella negazione di fatti storici recenti e molto gravi che sono generalmente accettati. C’è chi nega il cambiamento climatico o l’esistenza del COVID-19, l’entità dello sterminio dell’Olocausto, la teoria dell’evoluzione o l’HIV quale responsabile della malattia AIDS. Nonostante la quantità di prove empiriche ed evidenze scientifiche a supporto di questi fatti, sono tante le persone che reagiscono sistematicamente contro la realtà e la verità.

Il negazionismo è un comportamento umano, profondamente complesso da affrontare nonché molto controverso di questi tempi: senza dubbio, ha più sfaccettature di quelle che vediamo riflesse nei ritratti spesso caricaturali che i mass media fanno delle manifestazioni anti-mascherina. Chi lo pratica, in teoria, e in un certo senso per definizione, dovrebbe essere uno scettico, critico, ribelle o dissidente. Questi aggettivi, presi per il verso giusto, sono decisamente positivi. Tuttavia, generalmente il negazionismo si concretizza in qualcosa di completamente diverso: senza voler promuovere una legittima revisione storica e mossi da quelli che la teoria psicoanalitica freudiana chiama meccanismi di difesa, coloro che negano la realtà evidente cercano di rifugiarsi in una realtà alternativa distorta. Tentano, da un punto di vista psicologico, di proteggersi da esperienze che superano la loro capacità di affrontarle ed elaborarle.

Per cercare di capire meglio l’ascesa del negazionismo, penso sia necessario iniziare facendo un veloce accenno alla filosofia. La filosofia ci invita a mettere in discussione la realtà e noi stessi. A porci delle domande e riflettere in modo critico, sfidando il nostro pensiero e quello degli altri. Oltre che una disciplina di studio, il pensiero critico è uno stile di vita. Quindi, sempre in teoria, mettere in discussione il discorso ufficiale dovrebbe essere sintomo di intelligenza: ci vuole coraggio per tenersi fuori dal pensiero unico e generalista, ci vogliono tempo e criteri per consultare e confrontare fonti di informazione alternative e ci vuole umiltà per rivedere le nostre convinzioni e sfidare le conoscenze che abbiamo sempre considerato valide.

Ciononostante, la realtà del fenomeno negazionista ci presenta una visione che contrasta nettamente con tutto questo. In cui la capacità critica brilla per la propria assenza. In cui l’esercizio del diritto alla libertà di pensiero, e anche la sua stessa definizione, sembrano essere stati travisati, snaturati. E l’apice di questo uso perverso del libero pensiero è stato forse raggiunto nell’era del Trumpismo.

Regressione, disinformazione e controllo politico

Ma il negazionismo non è qualcosa di contemporaneo, anzi è stato storicamente presente come strumento di controllo politico, finalizzato in molti casi a fermare il progresso. Di recente abbiamo assistito a come in Spagna i partiti di estrema destra abbiano promosso la negazione politica della violenza sessista e del femminicidio – etichettandola come violenza domestica – per evitare di riconoscere e sradicare la realtà della disuguaglianza di genere. Un caso simile è quello della negazione del cambiamento climatico, o più precisamente, la negazione che la crisi climatica sia causata dalle attività industriali, che nasconde (anche se si può quasi dire che evidenzia) la volontà di preservare modelli inquinanti per meri interessi economici.

Oggi, mentre l’OMS e i governi arrancano nel costruire la narrazione della pandemia, la disinformazione sta guadagnando sempre più spazio. Sia i canali ufficiali che quelli alternativi sparano informazioni distorte e allarmistiche – sia un senso che nell’altro – a tempo di record. D’altra parte, si minimizzano i dati e si semplificano in modo eccessivo gli aspetti più complessi di un evento in corso, il cui sviluppo possiamo solo provare a prevedere, ma che nessuno può darci per certo. E nel frattempo, vanno aggiungendosi uno dopo l’altro gli adepti delle false credenze, che si discostano dalla realtà scientifica e che rischiano quindi di mettere in pericolo la propria salute e quella di altre persone.

Infine, non bisogna sottovalutare l’aspetto psicologico del negazionismo: proviamo a considerare per un momento che un evento di grande impatto come una pandemia virale globale – qualcosa che solo fino a qualche mese fa immaginavamo come ambientazione tipica di un film di fantascienza – ha rappresentato per molti un’esperienza traumatica, che in qualche maniera può indurre un disturbo post-traumatico da stress (PTSD). Quando questo succede, in noi viene innescata a livello inconscio una risposta psicologica di “fuga” che mette in moto molteplici meccanismi di difesa, compresa la distorsione della realtà, attraverso i quali cerchiamo di ridurre l’ansia e neutralizzare le emozioni negative. Senza voler patologizzare la materia, nei momenti critici, è più facile per tutti ricorrere al pensiero magico o cercare di preservare un senso di controllo apparente di fronte all’incertezza, piuttosto che affrontare il tremendo conteggio delle morti legate al virus, la possibilità di ammalarsi o di perdere familiari e amici, o la responsabilità di accettare senza questioni una nuova normalità che ci è stata imposta sulla base di slogan capitalisti crittografati, che sembrano essere presi da Essi vivono di John Carpenter: OBBEDISCI E CONSUMA.

Perché la cospirazione è così seducente?

Ammettiamolo, il negazionismo è seducente perché fa appello, seppur indirettamente, alla riduzione delle libertà, alla denuncia degli affari delle grandi case farmaceutiche o all’insoddisfazione generale per la gestione della pandemia. Nei suoi aspetti più sofisticati, ci ricorda i possibili rischi che potrebbero derivare dall’implementazione del 5G o da una vaccinazione precoce contro COVID-19 senza sufficienti studi clinici, e in quelli più deliranti e divertenti, ci premunisce dall’impianto di microchip previsti per zombificarci (ancor più di quanto non ci siano già riusciti l’abuso della tecnologia e il dominio delle fake news).

Detto ciò, a dire il vero, se le passiamo al vaglio una per una, tutte queste questioni di fondo che destano preoccupazione sono vitali, e non solo non dovremmo sottovalutarle, ma dovremmo anche tenerle presenti a livello personale e politico. Forse è per questo che a livello ideologico il negazionismo ha reclutato – in modo parziale o totale – molte delle persone che sentono che la loro libertà e le loro vite, dal punto di vista umano, sanitario ed economico, sono state minacciate a causa di questa crisi. Proprio in questa preoccupazione e nell’assoluta incertezza rispetto al nostro futuro, possiamo trovare la chiave di questo fenomeno crescente. Così, ci sono persone che, disincantate dal sistema e prive di affiliazioni ideologiche, vanno alla ricerca della promessa di quella libertà di pensiero che si distacca dal discorso ufficiale; ma finiscono per cadere in un’altra trappola aderendo al negazionismo, perché non tengono conto del fatto che i conservatori più estremi ne approfittano, appropriandosi del messaggio di cospirazione e del discorso dissidente per accaparrarsi nuovi voti e mettere sotto scacco il loro avversari politici.

Proprio come la messa in discussione dello sbarco sulla luna o il Terrapiattismo sono relativamente innocui, e arrivano a risultare persino affascinanti per quelli di noi che sono fan di Kubrick, o che ne hanno approfittato per rivisitare la storia e scoprire che l’idea di una Terra piatta è stata empiricamente respinta già nel IV secolo a.C., ci sono altri messaggi che mettono in dubbio le basi della scienza e che stanno crescendo in modo incontrollato a causa delle restrizioni alla circolazione e alle libertà che emersi con la crisi del Coronavirus. Senza dubbio, il pensiero della maggioranza è sempre potenzialmente pericoloso, ma è anche necessario il consenso scientifico e storico: quando parliamo del fenomeno del negazionismo, mi pare che l’unica cosa su cui possiamo essere tutti d’accordo è una: i punti di vista di minoranza non dovrebbero essere repressi o denigrati, ma allo stesso tempo non si possono né si devono accogliere tutte le idee scettiche e irrazionali, anche le più inverosimili, solo perché differiscono dal discorso della maggioranza.

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