Luci d’Inverno al Palmengarten: il “Winterlichter”

Luci d’Inverno al Palmengarten: il “Winterlichter”

14. Januar 2019 0 Von Teresa Merone

 

“Bello. Sempre uguale, ma bello”.

 

Di Teresa Merone

Le opinioni degli altri, ascoltate ad esempio prima di vedere un film, leggere un libro o anche soltanto mangiare una merendina, possono condizionare così profondamente il nostro giudizio personale, tanto da togliere il sapore a un dolce “davvero straordinario”, lo stupore per il finale “geniale” del “film dell’anno” candidato all’Oscar.

Discorso assolutamente non valido per il massaggio Thai, che per quanto sia descritto dai nuovi avventori come “un duello impari e sanguinolento”, rimane sempre e in ogni caso un duello impari e sanguinolento.

La regola di non chiedere giudizi e pareri poi, è caldamente consigliata per i nuovi arrivati, soprattutto se i vostri interlocutori vivono e frequentano gli eventi della Mainhattan da molti anni.

Ma se non siete dei fan delle “uscite al buio” e se l’unica avventura che vi concedete ogni giorno è quella di prendere un regionale, e vi basta già, allora sedetevi pure comodi.

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Il Palmengarten è una piccola oasi nel centro nevralgico di Francoforte, circondata in lungo e largo dai palazzi-simbolo più fotografati della città. Giardino botanico in cui imparare ed entrare in contatto con alberi, piante e habitat differenti ma coesistenti.

Un riassunto scritto in verde del senso stesso di Francoforte.

Il “Winterlichter” è un evento a cadenza annuale che si propone di mettere in risalto la ramificata armonia del Giardino delle Palme, attraverso dei giochi di luce, delle sfumature e dei racconti interattivi. Un sistema di luci che diventa un percorso che si staglia per tutta la lunghezza del Giardino, alternando proiezioni su getti d’acqua a danzatori che si muovono tra i vetri delle finestre. 

È un racconto di una fiaba ripetuta da varie voci tra delle casette per gli uccelli, meduse che cadono dagli alberi e riflessi di luce negli specchi d’acqua. È la gigantografia dei fiori primaverili, di mosaici sul lastricato, di teste di cavallo e figure umane.

Le opinioni che si raccolgono a riguardo però, non vanno oltre un disincantato “Bello. Sempre uguale, ma bello”. E niente al mondo stona di più che il “sempre uguale” con il “bello”, niente è più corrosivo dell’infiltrazione della ripetitività nella Bellezza, se non si tratta delle parole dello slogan di una crema ringiovanente.

Il “Winterlichter” è il tipico scolaro intelligente ma che non si impegna. Che vale, ma che si accontenta della sufficienza. Scenario di una semplicità assoluta che poco aggiunge, e che tutto toglie, ad un’architettura a cui bastava davvero poco, ma non così poco. Tanto da rendere i palloncini illuminati, venduti tra i sentieri, il vero punto di ritrovo per le famiglie, dei giochi e degli schiamazzi. Un esercizio pratico, senza dubbio, di luci e di messe a fuoco per i neofiti della fotografia, che affollano i ponticelli e le strade sterrate, ma poco intrigante e non all’altezza della metropoli che ha sostituito l’obsoleto fuoco d’artificio con i Quadrocopter.

 

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