L’auto tedesca è in panne

Di Jacopo De Carolis

 

Francoforte.Anche la locomotiva più veloce, prima o poi, deve rallentare.Una crisi senza precedenti, fatturati che scendono e investimenti che lasciano pensare che forse dopo decenni di iperproduzione,il mercato delle auto in Germania conosce forse per la prima volta in trenta anni una crisi. Naturalmente, gli utili dei scorsi decenni riusciranno secondo gli esperti ad ammortizzare questa flessione del mercato dovuta, a una crisi climatica preannunciata e evidente, che porterà le aziende tedesche a produrre necessariamente solo auto elettriche. Dal 1987, non si avevano dei numeri cosi bassi, in piu hanno anche inciso  fattore Trump (dazi e limitazioni per le esportazioni) Tutto qui? NO… 3000 mila lavoratori sono a rischio licenziamento, il governo tedesco come più volte annunciato, si occuperà solo di riforne che riguarderanno la E- economy. Il mercato, nel frattempo, non aiuta: a Dicembre le vendite del gruppo WV sono scese dell’1,2% su base annua, passando da 701.500 a 693.300 unità, a causa della contrazione del giro d’affari nei paesi emergenti e negli Stati Uniti. Il legame fra questa flessione e il Dieselgate è abbastanza evidente, visto che le immatricolazioni del solo marchio Volkswagen sono scese di ben il 4,7%, a 394.400 unità, compensate solo dai risultati degli altri brand della scuderia (Audi, Skoda, Seat e Porsche).

Non solo il mercato delle auto vive una crisi senza eguali, il settore enogastronomico vive un paradosso invece , chiudono attività per mancanza di personale, come per esempio Cafè Paris a Francoforte, che “tira giù le serrande” dopo aver cercato invano  camerieri,cuochi e cassieri. La discussione insomma è aperta,ci sono pareri differenti,mancanza di personale o poca voglia di lavorare?  Esempi che fanno riflettere  di come anche il mercato del lavoro in Germania stia cambiando, le direzioni sono diverse, new economy che nascono e vecchi monopoli automobilstici che cercano nuove strade.

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