La Quota 100 vale anche in Germania

La Quota 100 vale anche in Germania

10. März 2019 0 Von FrancoforteNews

 

Di Daniele Messina

 
Due fantasmi creati dal nuovo governo si aggirano per gli ambienti dell’emigrazione: il reddito di cittadinanza e la quota 100. Con l’inizio del nuovo anno i patronati sono stati presi d’assalto da schiere di connazionali che si volevano prenotare per il reddito di cittadinanza, e sono stati accolti con un certo smarrimento da parte degli impegati, perché essi stessi, fino a quel momento, erano all’oscuro di molti particolari essenziali per lo svolgimento delle pratiche. La popolazione impaziente deve capire che fra l’approvazione di una legge completamente nuova, la sua entrata in vigore e la sua realizzazione concreta occorre molto lavoro organizzativo e preparatorio. Purtroppo occorre dire sin da ora che il reddito di cittadinanza non tocca chi si è trasferito all’estero.

Anche se un italiano iscritto all’Aire rientrasse in Italia seduta stante ed avesse tutti i requisiti necessari per riscuolterlo, dovrebbe aspettare che si compiano i dieci anni di residenza obbligatoria in patria per poter averne diritto. Il reddito di cittadinanza è definito come una prestazione non esportabile: questo sogno, quindi, per noi emigrati svanisce con la luce del sole.

L’altro invece si sta materializzando. Interessante anche per i connazionali emigrati è la novità delle pensioni Quota 100 che riguardano anche chi non risiede in patria. Si tratta di una prestazione economica erogata a domanda ai lavoratori dipendenti che maturano nel periodo compreso fra il 1 gennaio 2019 ed 31 dicembre 2021 i requisiti prescritti dalla legge. E spetta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) che comprende il Fondo Pensioni per i Lavoratori Dipendenti (FPLD) e le gestioni speciali per i lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) ed alle forme sostitutive ed esclusive gestite dall’INPS, ed ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Esclusi ne restano il personale delle Forze Armate, della Polizia, della Guardia di Finanza e die Vigili del Fuoco. La decorrenza è definita in maniera diversificata a seconda che il datore di lavoro sia pubblico o privato. Per chi non lavora per le pubbliche amministrazioni e per i lavoratori autonomi bisogna distinguere quelli che hanno maturato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre scorso (e riceveranno quindi il trattamento pensionistico dal 1° aprile), e da quelli che li maturano successivamente (e riceveranno il trattamento pensionistico a partire da tre mesi dopo la maturazione). Per chi invece lavora per le pubbliche amministrazioni maturando i reqiuisiti entro il 29 gennaio 2019 vale come prima decorrenza utile il 1° agosto 2019; chi li maturerà in data successiva, godranno del trattamento pensionistico non prima di 6 mesi a partire da tale data. E quali sono i requisiti indispensabili?

Ai fini del conseguimento della pensione Quota 100 è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Inoltre bisogna avere un’età anagrafica non inferiore a 62 anni ed aver versato contributi pensionistici per non meno di 38 anni. Così risulta la somma 38+62=100. Su come vadano calcolati i 38 anni di contributi, è oggetto di una complicata casistica e consigliamo su questo punto di rivolgersi ai patronati. Un altro punto importante è la non cumulabilità della pensione con i redditi di lavoro. Questo significa che la legge pone un tetto massimo al reddito aggiuntivo che un pensionato può procurarsi con qualche lavoretto o attività redditizia aggiuntiva, anche se svolta all’estero, ad eccezione dei guadagni derivati da un lavoro autonomo occasionale, e questo tetto è fissato a soli 5.000 € / anno.

Il suo superamento comporta la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione die predetti redditi e l’eventuale recupero delle rate di pensione indebitamente corrisposte. Le prestazioni del reddito di cittadinanza si potrebbero paragonare con quelle di Harz 4, e quelle della pensione di cittadinanza con la Grundsicherung, ci ha spiegato la signora Rita Celestino Soro, del patronato ITAL-UIL, da noi interpellata. Soltanto chi risiede in Italia potrà presentare la domanda di pensione Quota 100 direttamente all’INPS attraverso il servizio denominato „Domanda di pensione di anzianità/anticipata Quota 100. Chi risiede in Germania, invece, potrà farlo solo attraverso il corrispondente ente estero, e quindi dovrà rivolgersi ai patronati competenti. Questa è, in breve, la situazione attuale (marzo 2019); restiamo in attesa se nei prossimi mesi ci saranno nuovi sviluppi, si spera favorevoli, per i nostri connazionali all’estero.