“La nuova Germania – La Repubblica federale 30 anni dopo la Riunificazione” Un saggio sulla Germania di ieri e di oggi.

 

 

 

 

 

Di Flaviano Maggi

 

Il 3 ottobre di quest’anno si festeggiano i 30 anni della Riunificazione in Germania, data  in cui i 5 Länder già esistenti della DDR (ovverosia Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingias ) aderirono formalmente alla Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest) secondo le previsioni che si aprivano attraverso l’art. 23  della Grundgesetz tedesca (Legge fondamentale di Bonn) che divenne in tal modo anche il dettato costituzionale applicabile a tutta la Germania riunificata.

Trent’anni in cui il paese Germania è cambiato moltissimo, ma come e in quali settori? Quale bilancio si può tracciare a distanza di tre decenni da quegli eventi negli ambiti politici, economici, istituzionali, culturali, del ruolo della Germania in Europa e nel mondo nonché delle sfide, che non sono state poche, di questo trentennio?

Quale è stato e sarà il ruolo internazionale che rivestirà la Germania nel prossimo futuro sia nel panorama Europeo che nello scenario geopolitico mondiale?

Alcune approfondite analisi e prime risposte a queste domande cruciali  le possiamo trovare nell’ interessante e plurale saggio uscito la scorsa settima dal titolo “ La nuova Germania – La Repubblica Federale 30 anni dopo la Riunificazione “ (Edizioni ETS, 2020), volume curato dai professori Ubaldo Villani-Lubelli (storico delle istituzioni politiche presso l’Università del Salento) e Luca Renzi ( germanista all’Università di Urbino) con una pregevole prefazione di Aldo Venturelli, noto germanista nonchè ex direttore dell’IIC di Berlino e del centro italo-tedesco per il dialogo europeo di Villa Vigoni.

Un libro che contiene 10 saggi che analizzano i processi politici,  economici, culturali e sociali della Repubblica Federale, nonché  il  lungo, complesso e stabile cancellierato quale quello di Frau Merkel.

Un volume che ha inoltre il pregio di dare uno spaccato ampio e diversificato di un paese che ha fatto del pragmatismo, così come del suo ruolo di forza gentile, dotata di una propria strategia e coscienza dell’importanza di investire nel progetto Unione Europea, una tra le priorità del suo agire politico.

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