Italiani all’estero! Professionisti italiani in Germania

 

Italiani all’estero è una nuova rubrica con cadenza mensile,racconterà i nostri connazionali expatriati in Germania, vivere all’estero da italiano, studiare e formare la propria professione in Italia per poi emigrare per esigenza o solo per mettersi alla prova in altri paesi che offrono migliori condizioni lavorative e professionali. Questo mese Denis direttamente da Varese in soli 3 anni ha raggiunto forse quello che ha sempre desiderato.

 

-Ciao Denis, grazie per la tua disponibilità , per prima cosa vorrei chiederti da quanti anni sei in Germania e cosa fai per vivere qui?
Vivo in Germania da poco più di tre anni e lavoro come architetto e BIM Manager presso uno studio di Francoforte.

 

-Sei di Varese, che studi hai fatto e che esperienze lavorative ti hanno formato per arrivare fino a qui?

La mia compagna e la mia famiglia vivono attualmente nel varesotto, ma nei 25 anni passati in Italia ho spesso cambiato regione e città. Ho vissuto 10 anni in Sicilia e 15 anni in Lombardia, in tutto una decina di traslochi. Finito il Liceo Scientifico a Varese ho frequentato per due anni la facoltà di Ing. Edile/Architettura a Lecco. Ho capito che non era esattamente quello che volevo fare e ho cambiato, passando alla facoltà di Scienze dell’Architettura di Milano Bovisa per poi ultimare gli studi con una Laurea Specialistica in Architettura a Milano Leonardo. Ho iniziato ad avere a che fare con il mondo del lavoro molto presto, sia i con i così detti lavoretti per pagarmi gli studi (come magazziniere, cameriere, arrivando anche a lavorare part-time presso una Onlus di Milano) sia con collaborazioni in studi di architettura già dai tempi della triennale. Finita l’università ho collaborato per alcuni mesi con due studi di Milano. Questo periodo è stato molto intenso, ho imparato molte cose mettendo le basi per il mio attuale lavoro, ma è stato anche un periodo dove ho praticamente accantonato la mia vita privata. Da qui l’ultimatum della mia compagna  che una sera mi ha messo al corrente della sua decisione di andare a fare un’esperienza in Germania per cambiare radicalmente vita, con o senza di me (una sorta di secchiata d’acqua gelida per farmi prendere coscienza della situazione). Ad essere sincero ho accettato d’impulso, senza rendermi conto effettivamente delle ripercussioni di questa scelta. I mesi trascorsi nel preparare il trasloco e studiare un po’ il tedesco sono stati mesi pieni di dubbi e paure, ma adesso posso dire in tutta tranquillità che è stata una delle migliori decisioni della mia vita.

– Essere nel centro d’Europa, e vivere a Francoforte che differenze hai trovato  nel “sistema” tedesco, e se si quali sono le cose che maggiormente ti hanno colpito?

Ho vissuto, studiato e lavorato a Milano per molti anni, e noto diverse affinità con Francoforte (le due città sono anche gemellate). Oggi, dopo tre anni, diverse cose del sistema tedesco sono diventate per me la normalità e ho fatto in fretta ad abituarmi. La prima cosa che mi ha stupito è stata sicuramente la pazienza e la gentilezza dei tedeschi con i quali abbiamo avuto a che fare negli uffici. Noi siamo arrivati senza sapere veramente una parola di tedesco, ma siamo riusciti nel giro di pochi giorni a districarci tra la burocrazia ed espletare tutti i nostri doveri di cittadini stranieri appena arrivati in Germania. L’altra cosa che mi ha stupito riguarda ovviamente il mondo lavorativo. Inviare curriculum e ricevere sempre una risposta o una telefonata, anche nel caso di esito negativo, è un’esperienza che in Italia non avevo mai fatto. Poi ovviamente, una volta iniziato a lavorare, mi ha stupito la serietà, il rispetto degli accordi presi ed in generale il clima di professionalità, collaborazione e crescita all’interno dello studio. Francoforte per me è la città ideale, è ben collegata, ha un respiro internazionale, si trova in una delle regioni economicamente più stabili della Germania e ha un mercato del lavoro florido.

-Gli architetti italiani, che situazione hanno e che cosa dovrebbero fare per migliorare la situazione?

In Italia la situazione degli architetti è molto critica. I fattori sono diversi: da una parte è il paese con la più alta densità di architetti in Europa, dall’altro fatica ad uscire dalla crisi e avere una crescita degna di nota. Tutto questo si traduce in stipendi bassi e precarietà. Essere assunti da uno studio è una chimera e si è costretti ad aprire la Partita Iva con tutti gli oneri connessi. Diventa difficile emanciparsi, fare programmazione, pensare al proprio futuro. Non credo esista un’unica soluzione. Bisogna ripensare il sistema paese perché si è finiti in un circolo vizioso al ribasso. Gli architetti dovrebbero rifiutare il lavoro non retribuito o sottopagato, non sottostare a richieste inaccettabili, farsi valere come professionisti e come essere umani, ma per esperienza personale capisco che, data la grande concorrenza e la carenza di lavoro, sia a volte molte difficile.

 

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Denis Džambić Architetto da 3 anni in Germania

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