Daniele Messina

Daniele Messina

18. settembre 2017 0 Di FrancoforteNews

Intervista al responsabile dell’Associazione Italiani in Deutschland

Ciao Daniele e grazie per la tua disponibilità. Come saprai, stiamo anche noi cominciando un nuovo progetto culturale qui a Francoforte (www.francofortenews.com), infatti chiediamo a te che di esperienza ne hai. Come prima domanda, è d’obbligo chiederti:

Come è nata la vostra associazione?

L’Associazione Italiani in Deutschland è stata creata 15 anni fa dall’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Francoforte per svolgere i suoi corsi di lingua italiana. Per oltre un decennio tutto filò in maniera soddisfacente, con grande successo, fino alla chiusura dell’Istituto nel 2014.

Per quale motivo i vostri corsi andavano così bene?

Credo che ci fossero diversi motivi. Uno era certamente la cornice dell’IIC, che aveva una sede degna con una bella biblioteca e molte aule a disposizione per i nostri corsi di lingua italiana per stranieri. Era situata presso l’Università, a due passi dalla casa del grande filosofo Adorno.

Ma un altro motivo credo che fosse anche la scelta rigorosa del corpo insegnante: tutte persone dotate di alta professionalità, con abilitazione all’insegnamento dell’italiano conseguito in Italia. I nostri insegnanti sono rimasti gli stessi da allora e su questo non possiamo che essere orgogliosi.

Siccome la nostra madrelingua è molto benvoluta, sul mercato si possono trovare offerte didattiche non molto affidabili. Pensi, in certe Volkshochschulen dei dintorni ho scoperto dei corsi di lingua italiana affidati ad insegnanti di madrelingua tedesca o addirittura latino-americana.

Ma adesso L’IIC di Francoforte non c’è più…

La sua chiusura è stata per noi una catastrofe. Ci siamo trovati di punto in bianco senza più aule, senza biblioteca e senza sostegno logistico. Per l’anno successivo siamo stati “adottati” per così dire dall’IIC di Colonia ed abbiamo cercato di tirare avanti con aule suppletive, come quella messaci a disposizione dall’ENIT. Ma poi “quelli di Roma“ (cit. Carlo Levi) hanno bandito una gara d’appalto per i corsi dell’IIC che ci richiedeva una quota annuale ben superiore ai nostri bilanci, ed anche a quelli di ogni altra associazione, visto che per quattro volte di seguito è andato a vuoto.

Noi ci siamo staccati senza rimpianti da Colonia, e non abbiamo perso nulla. Le aule non le avremmo avute comunque a disposizione e quindi ci siamo rivolti ad altri. Così siamo diventati un’associazione culturale indipendente, il che ha pure i suoi vantaggi: possiamo programmarci in proprio ed abbiamo un proprio sito: www.it-de.eu, dove si possono trovare le informazioni sui corsi di lingua, anche quelle del trimestre in corso e sui nostri eventi.

Quindi Francoforte non c’è più chi rappresenti ufficialmente la cultura italiana?

Sì, per fortuna ancora c’è, grazie al locale Consolato Generale d’Italia a Francoforte sul Meno ed al lavoro infaticabile del console Maurizio Canfora e del suo ufficio culturale. Le iniziative consolari sono spesso assai interessanti e vi collaborano molte istituzioni sia pubbliche e che private, fra cui anche la nostra associazione.

Quanti insegnanti avete e che tipo di insegnamento viene usato, quale metodo?

Abbiamo al momento una mezza dozzina di insegnanti altamente qualificati, tutti formati secondo i criteri e i metodi didattici delle università per stranieri di Perugia e di Siena. Ogni insegnante è poi libero di adattare il metodo di volta in volta alle circostanze; molto dipende da come egli padroneggi la lingua tedesca.
Per quel che mi riguarda personalmente, io mi sforzo per prima cosa di immedesimarmi nell’allievo tedesco, il che in parte mi riesce, per prevedere gli ostacoli e gli inciampi che incontrerà nell’uso dell’italiano e venirgli incontro. Molte regole dell’italiano o del tedesco non sono di per sé difficili, ma sono inusuali e perciò urtano contro i meccanismi appresi nella madrelingua.

Quali programmi avete per il futuro?

Non abbiamo programmi precisi a lunga scadenza. In generale continueremo a sostenere molte iniziative culturali del Consolato di volta in volta. Partecipiamo all’organizzazione di proiezioni di film, di presentazioni di libri, suggerendo anche idee alla nuova serie dei “martedì della scienza”.
Nel prossimo ottobre ci sarà pure una serata dedicata a Pirandello con uno dei nostri insegnanti, il
Prof. Massimo Fagioli e la proiezione di immagini della Sicilia il cui turismo sta tornando di moda.

La cosa più grossa sarà dal 7 novembre a metà dicembre dove ci sarà un’esposizione d’arte presso la prestigiosa e centralissima Galleria Heussenstamm dedicata ad un artista outsider che fu amico di Fellini ed è stato riscoperto recentemente con il suo nome d’arte Ele D’Artagnan.

Sempre a novembre verrà come ospite il celebre musicologo e giornalista Guido Zaccagnini, che è professore di Storia della Musica presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e da anni guida il programma divulgativo “Pianopianissimo“ della RAI, ci intratterrà sul tema “musica a tavola“ dall’epoca dei trovatori medievali ad oggi.

Altre iniziative per il 2018 ancora sono allo studio e che insieme ai corsi che organizziamo sono i due punti di forza del nostro contributo alla diffusione della lingua e cultura italiana a Francoforte.