Giovedi  21  febbraio 2019 “La tregua”

Giovedi 21 febbraio 2019 “La tregua”

19. Februar 2019 0 Von FrancoforteNews

Ricordando Primo Levi

 

Giovedi  21  febbraio 2019

ore 18.45 (accesso/Einlaß), inizio film ore 19.15

Consolato Generale d’Italia a Francoforte, Kettenhofweg 1
Sala Europa (3°piano)
Ingresso gratuito

Introduzione e discussione con Daniele Messina

Prenotazione obbligatoria (solo 50 posti a sedere) a :  francoforte.culturale@esteri.it

– Si prega di portare con sé un documento di riconoscimento –

La Tregua

Un film di Francesco Rosi
Versione originale con sottotitoli in italiano

 

27 gennaio 1945. La Germania nazista è costretta a difendersi dall’arrivo delle truppe sovietiche da un lato e dall’inarrestabile avanzata degli angloamericani dall’altro; i soldati tedeschi ricevono l’ordine di abbandonare i campi di concentramento situati in est Europa, per sfuggire all’arrivo dei russi. Vengono così cancellate le tracce degli orrori commessi nei lager distruggendo tutti i registri ufficiali e i deportati ancora in vita vengono chiusi nei campi e lasciati al loro destino.

Anche i deportati nel lager di Auschwitz subiscono la stessa sorte e dopo essere stati liberati dai russi cercano un modo di tornare alle proprie case. Tra di essi ci sono francesi, polacchi e anche italiani. Uno di loro è Primo Levi, deportato poiché partigiano ed ebreo, che racconta quindi in prima persona il viaggio che ha dovuto affrontare insieme ad altri deportati italiani per fare ritorno in Italia, a Torino, la sua città natale. Il loro percorso attraverso l’Europa centrale è ricco di imprevisti e spesso li costringe a percorrere molti chilometri a piedi o su treni di fortuna.

Il gruppo che viaggia con Primo è formato da Cesare, un romano spaccone ma estroverso e socievole, Daniele, veneto e oramai senza più una famiglia, sterminata dai nazisti. Poi Ferrari, un ladro di professione, Unverdorben, violinista, e D’Agata, siciliano. Di grande importanza è l’incontro che Primo fa con l’ebreo greco Mordo Nahum, furbo e disilluso che gli farà capire molte cose con il suo acuto modo di sopravvivere ai guai.

Dopo tante disavventure il gruppo giunge a Monaco, dove Primo mostra la sua uniforme da deportato di Auschwitz ad un soldato tedesco catturato e costretto ai lavori forzati all’interno della stazione. Quest’ultimo si inchina come per chiedere perdono. Il ritorno a Torino è vicino e Primo può finalmente riabbracciare la sorella e la madre.

In collaborazione con:

 

 

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