Frankfurt Airport in arrivo il nuovo terminal T3

 

Di Deborah Sella

 

Francoforte – Il 29 Aprile scorso Fraport, la società che gestisce l’aeroporto di Francoforte, ha inaugurato con una cerimonia ufficiale, la costruzione del nuovo Terminal 3.

Uno dei più grandi progetti infrastrutturali finanziato da privati in Europa, un investimento di circa 4 miliardi di euro, per l’aeroporto di Francoforte, che con i suoi 70 milioni di passeggeri l’anno, è il primo in Germania, il quarto in Europa , ed è leader internazionale in termini di connettività. Nessun altro hub aeroportuale al mondo, infatti, offre un numero di destinazioni più alto per viaggiatori d’affari o semplici turisti. Il nuovo Terminal 3 darà non solo respiro agli ormai congestionati Terminal 1 e Terminal 2 , ma consentirà la gestione di ulteriori 25 milioni di passeggeri all’anno. Il primo gate G sarà operativo già nel 2021 e potrà gestire da solo 5 milioni di passeggeri l’anno, a questo seguiranno i gate H e J che nel 2023 porteranno la capacità aggiuntiva a 21 milioni di passeggeri l’anno, e a conclusione dell’opera, in un secondo momento, la costruzione del gate K che porterà la capienza di gestione passeggeri al suo completamento.

Un’operazione questa, che a detta del ministro delle finanze dell’Assia il Dr. Thomas Schafer, getterà le basi per ulteriori posti di lavoro, opportunità future e potere economico per l’intera regione, che avrà nell’aeroporto il suo cuore pulsante.

Ma come tutte le grandi opere che si rispettano anche questa ha i suoi detrattori, primi fra tutti gli abitanti delle zone limitrofe che si lamentano dell’eccesivo rumore e dell’inquinamento, tanto da organizzare una protesta pacifica nel Terminal 1 durante la cerimonia di apertura. Già a Novembre 2018, gli attivisti organizzarono un presidio nella Treburer Wald, poi sgomberato dalla polizia, per opporsi all’abbattimento di 4.5 ettari di foresta necessari alla costruzione del nuovo svincolo autostradale per l’accesso al futuro Terminal 3.

“Per ogni albero abbattuto, ne abbiamo già piantato uno nuovo altrove” ha dichiarato il CEO Scholte di Fraport.

Difficile da credere, come è difficile anche credere alle parole del ministro Shafer che garantisce l’alto impegno dell’industria aeronautica per la riduzione del rumore e dell’inquinamento ambientale. Purtroppo è noto a tutti l’elevato prezzo da pagare ogni qual volta ci si trova di fronte ad opere di questo livello, ed ogni volta la considerazione è sempre la stessa: forse il gioco non vale la candela!

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