Dacia Maraini il 1 Novembre al Romanfabrik

 
 
Dacia Maraini: “bambina” e “sognatrice”
 
Presentare Dacia Maraini attraverso un elenco di ruoli ricoperti, magari messi in fila uno dietro l’altro come in una definizione presa dal vocabolario, significherebbe collocarla in uno spazio limitato, angusto e senza luce: scrittrice, direttrice artistica, donna di e per il Teatro, vincitrice del Premio Campiello nel 1990, del premio Strega nel 1999 e del meno noto, ma assai importante, premio Cimitile, nel 2007, un riconoscimento di alto prestigio assegnato alla scrittrice  dalla fondazione campana di alta formazione, ricerca e promozione culturale e letteraria.
Nessun tassello renderebbe il mosaico unico e prezioso, se non si affiancasse la formazione artistica dell’autrice alla sua storia personale, sociale e culturale, se non si delineasse “chi” lei sia, al di sopra di ogni classificazione.
Dacia Maraini è figlia del cambiamento che l’ha portata lontana dalle sue radici nobiliari, ereditate dalla madre, ma in direzione delle scelte e del modo di essere del padre che, rifiutando di partecipare alla Repubblica di Salò, fu costretto a patire la fame, insieme a tutta la sua famiglia, nei campi di concentramento in Giappone dove si erano trasferiti per uno studio di ricerca.
E nonostante questo brutale sconvolgimento, successivamente alla sua liberazione e alla separazione dei suoi, la giovane Dacia decise di abbandonare la propria casa in Sicilia per Roma e l’incertezza.
Dopo i primi anni passati lavorando dove poteva, riuscì infine a dedicarsi totalmente all’Arte e al Teatro, non solo creando nel 1973 la fondazione “Il teatro della Maddalena”, ma crescendo professionalmente tra personaggi di spicco come Moravia e Pier Paolo Pasolini.
Volendo citare solo alcune delle sue opere più significative, ricordiamo La lunga vita di Marianna Ucrìa (Premio Campiello, 1990), Bagheria(1993), Voci (1994), Un clandestino a bordo (1996), Dolce per sé (1997), Buio (Premio Strega, 1999) e Il gioco dell’universo (Premio Cimitile, 2007) .
 
Perché, dunque, ripercorrere gli eventi salienti della vita di questa celebre scrittrice italiana? 
Perché “La bambina e il sognatore” – pubblicato da Rizzoli nel 2015 ( e quest’anno in versione tedesca da Folio Verlag con il titolo “ Das Mädchen und der Träumer”) –  sarà il romanzo protagonista della  BUCHPRÄSENTATION bilingue,  in italiano e in tedesco,  del 1 Novembre 2017 (alle ore 20) presso la “Romanfabrik”(Hanauer Landstr 186- Hof), moderata  dalla Dr. Elettra de Salvo ed organizzata in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia di Francoforte.
Un libro che, a differenza dei lavori precedenti, ha come protagonista un uomo, un maestro delle elementari che racconta ai suoi alunni delle storie per educare, per creare un contatto unico, provando a far(ci) riflettere su alcuni dei temi più delicati del nostro tempo e che permettono all’autrice di intrecciare il motivo della paternità, dell’educazione, appunto, e della narrazione.
 
Per info e prenotazioni:
069/ 49084828 oppure reservierung@romanfabrik.de
Prevendita: www.ad-ticket.de
Biglietto intero 7 euro; ridotto 4 euro.
 
 
Teresa Merone

 

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