Certificare i ristoranti italiani all’estero?Adesso si può!

 

Da oggi un’azienda italiana certificherà i ristoranti che si autodefiniscono “italiani” all’estero.  Si chiama Asacert, e non è solo un caso aziendale di successo, ma è soprattutto l’inizio di un percorso mai tentato prima: mettere un marchio autorevole a quei ristoranti che in tutti i paesi del mondo usano l’“italianità” in modo appropriato, usando prodotti realmente italiani, e, indirettamente, far emergere quel sottobosco di finzione che nuoce non solo ai clienti ma anche all’Italia.

Asacert, impresa di certificazioni  ,insieme con il   ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, Coldiretti e con la Filiera agricola italiana il progetto “Ita0039”: l’obiettivo, al momento, è arrivare a certificare 7mila esercizi commerciali di ristorazione all’anno. Ma il numero potrebbe crescere, se si considera che i sedicenti ristoranti italiani all’estero sono più di 90mila. Insieme a questo progetto anche  Poste italiane, importante partner per la logistica .Inoltre ci sarà anche un APP che servirà a indicare i vari ristoranti nel mondo.

In tutto il mondo, ci sono migliaia di Fake ristoranti italiani, che sfruttando il nostro talento nel mondo della gastronomia, usano indebitamente il madeinitaly senza aver rispetto per  la nostra cultura culinaria.

Capaccioli, 47 anni, ha fondato 20 anni fa il Gruppo Asacert a Milano. L’azienda ha sedi anche a Roma, Bari, Manchester, Dubai e in Georgia, con 65 dipendenti e 6,5 milioni di fatturato. Una piccola realtà che è riuscita a crescere grazie alle certificazioni in tutti i settori, dall’ambiente all’informatica, dalla sicurezza sul lavoro all’alimentare. Ed è proprio quest’ultimo comparto che ha ispirato il progetto Ita0039. Avere il certificato non è obbligatorio ma lo sarà,ci auguriamo, evitando cosi di usurpare il nostro patrimonio enogastronomico.

Il metodo usato da Asacert è semplice: controllare  la  fornitura di  materie prime , e rendere i certificatari liberi di verificare l’autotenticità dei prodotti italiani.

I ristoranti italiani nel mondo

Non ci sono dati certi che certificano quanti siano le attività italiane all’estero nel nostro caso in Germania,questo dimostra anche l’anarchia che esiste,l’unica istituzione che fornisce dati certi è la camera di commercio in ogni caso Al di fuori del territorio italiano, esistono oltre 90mila imprese ufficialmente registrate, tra ristoranti, pizzerie e pasticcerie, che si autonominano “italiane”. A livello mondiale il volume d’affari generato dalla cucina italiana si stima pari a 209 miliardi di euro, di cui 60 miliardi in Cina e 56 miliardi negli Usa.

Fonte:ilsole24ore.com

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