Aldi: il colosso tedesco conquisterà anche l’Italia

 

Nato come esercizio familiare nel 1913 e divenuto poi un gigante dell’economia tedesca a partire dal Secondo Dopoguerra, l’Aldi sembra intimorire anche, e non senza motivo, il mercato italiano dei supermercati e delle grandi catene di elettrodomestici.
Sul finire del 2017,quindi, saranno aperte 50-60 filiali nel Centro-Nord Italia, nelle località in cui si potrà contare su di un bacino d’utenza di almeno 30.000 abitanti e su di una buona visibilità: Cantù (Como), Castellanza (Varese), Conegliano (Treviso) e Rovereto (Trento) sono solo le prime città in cui verrà chiesto ai clienti italiani se continueranno a scegliere le ormai radicate realtà commerciali come Eurospin, Esselunga e Lidl o se finiranno per cambiare “la strada vecchia per la nuova”.
I punti di forza del nuovo concorrente, tuttavia, sono così rinomati e saldi da riuscire ad attirare il nuovo pubblico facilmente, ovunque il seme dell’Aldi attecchisca.
Il segreto? Efficienza nella gestione della catena di distribuzione, produzione di merce che si prevede di vendere in un breve periodo (logica pull), salvaguardando così la freschezza dei prodotti, e creazione di una rete di rapporti con aziende terze e produttori locali (quest’ultimi soprattutto in Spagna e in Italia) che permettono all’azienda di offrire prodotti che saranno venduti con il marchio Aldi (private label).Fin qui però niente di nuovo, niente a cui non ci abbiano già abituato altre società attive nella grande distribuzione organizzata, se non fosse per l’incontestabile convenienza dei prodotti che troveremo collocati in reparti con arredi a dir poco minimal.

In tutto ciò bisogna chiedersi come reagiranno gli Italiani, che da sempre hanno mostrato la forte propensione alla ricerca della migliore offerta. Sarà il colosso tedesco all’altezza della sfida anche questa volta?

 

Teresa Merone

 

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